Restauro del provavalvole HICKOK 600
Il 600 (con la versione 600A) è un provavalvole americano a conduttanza mutua di tipo portatile, sebbene funzionante a corrente di rete. Rappresenta una delle scelte di livello medio-alto nell’acquisto di un provavalvole.
La rete è piena di informazioni su questo provavalvole, merito della popolarità di un modello e di una marca che oggi, come nel passato, ha offerto un prodotto di qualità e dall’indiscussa affidabilità . Questo strumento ricalca il sistema Hickcok che caratterizza il più noto TV/7 ma che è servito da base anche per il precedente militare I-177 come per le versioni civili 533, 539 e per le successive versioni come il mod. 800, 6000 etc.., sempre con il classico schema con valvola 5Y3 per le tensioni delle griglie e la 83 raddrizzatrice a mercurio per l’anodica. Può essere considerato la versione civile del TV/7, dal quale differisce sostanzialmente per essere privo del test di microfonicità , per l’elenco dati delle valvole incorporato e non separato e per lo strumento che indica la conduttanza mutua anzichè con una scala 0-120. Per il resto, il funzionamento, come le manovre di test, sono le stesse. E’ comunque bene evidenziare che un TV/7 è costruttivamente un prodotto di qualità superiore, dovendo rispettare le norme MIL, e sebbene il 600 sia un ottimo provavalvole, di certo non può offrire qualità antideflagranti (e quindi anche resistenti nel tempo), pertanto è molto più facile trovare un TV/7 in ottime condizioni che non un 600-600A nella classica cassetta in legno.
Questo esemplare non era da meno, dopo un passato sicuramente ‘impegnativo’, per quanto detto sopra le condizioni erano di un discreto conservato, un TV/7, ad esempio, non avrebbe presentato tutta la polvere di ossido che aveva questo. Era necessaria una totale manutenzione e revisione, lavori che inesorabilmente implicano la ricalibrazione del provavalvole. Al termine sono intervenuto anche sull’estetica generale, la destinazione finale sarà sul banco quindi verrà eliminata la cassetta di legno la cui parte inferiore rimarrà a basamento.
Il test iniziale per questi provavalvole è generalmente il tentativo di allineamento dell’indice di scala per la taratura dell’alimentazione da rete, tuttavia è sempre meglio testare le raddrizzatrici interne e sostituire eventuali componenti sicuramente fuori tolleranza prima di dare tensione.
Proprio nel test iniziale la 83 ha dimostrato di essere inutilizzabile. Per le raddrizzatrici generalmente preferisco usare un tester ad emissione, un eventuale corto circuito potrebbe danneggiare lo strumento, meglio uno economico ad emissione per il test iniziale. Così è finita sotto le sgrinfie del Metrix, appena riscaldata e già si vedeva dal bulbo la placca in scarica, l’indice impazzito dello strumento l’ha confermato. Per la 5y3 ho proceduto senza indugio sostituendola con una nuova, di ben più facile reperibilità , quella che era nel provavalvole si è poi comunque dimostrata efficiente al 90%, verrà buona per qualche radio in futuro.
La 83 è una valvola abbastanza costosa per via delle caratteristiche di stabilità che la distinguono dalle raddrizzatrici con i medesimi valori di tensione, pertanto, era da valutare la sostituzione allo stato solido. In passato, ho avuto la fortuna di conoscere ‘multimedialmente’ Chris Haedt, uno dei migliori esperti di strumentazione, eccellente restauratore di provavalvole, avevo ancora tutte le sue email che ci scambiammo in passato, fu lui a guidarmi nella revisione del TV/7 passo dopo passo, da pochi anni scomparso, devo a lui se la mia insicurezza mettendo le mani in un Hickok è un lontano ricordo. Chris non avrebbe mai sostituito una 83 con un paio di diodi/resistenze, ero alle prime armi quando tentai di sostenere la mia ipotesi di sostituzione diretta, la risposta fu ‘ne sei convinto? mettila nel provavalvole e vedi che succede, se si comporta come per il test di una valvola mi rimangio tutto’. Non conoscevo Chris come meritava, stupidamente inserii lo zoccolo farcito di stato solido nel Taylor 45 e iniziai il test. Boom.. indice a fondo scala sparato. Aveva ragione, mi convinse a utilizzare una 83 che mi spedì personalmente, era l’epoca in cui le 83 si pagavano oro e si trovavano solo negli USA, fu un suo regalo che apprezzai moltissimo, credo che Mosè quando ricevette le tavole abbia provato la stessa sensazione :-)
Quando chiusi il TV/7 revisionato e ricalibrato, Chris mi scrisse ‘..comunque potevi anche farlo con lo stato solido, una volta ricalibrato la differenza con la valvola sarebbe stata notevolmente inferiore a quella che hai già con un trasformatore progettato per la 60Hz e che tu usi a 50Hz..’ ..accidenti.. ma allora perchè? ‘..perchè volevo che prima imparassi come si fanno le cose giuste e per bene e poi gli esperimenti saranno a tuo pieno carico e li farai per conto tuo..’ aveva pienamente ragione, mi aveva un pò preso in giro ma a fin di bene. Gli sarò eternamente grato per la lezione, Dio lo abbia in Gloria.
Dopo questo aneddoto, continuo.. dunque, memore della lezione di Chris, ho optato per lo stato solido, avevo una 80 interrotta, l’ho messa a bollire come le uova sode in modo che la base si fosse potuta staccare agevolmente dopo la dissaldatura dei piedini.

Dopo qualche minuto in acqua bollente la base si stacca dal bulbo e la colla si stacca sgretolandosi, questo permette di ottenere una base pulita o, comunque, facile da pulire.
Nella base sono stati inseriti due diodi 1N4007 e 4 resistenze in parallelo a 2 a 2 per simulare la resistenza interna della valvola. Dopo le opportune sostituzioni della parti fuori taratura (per la verità in questo caso solo una resistenza e un condensatore), è stata inserita nel circuito. da notare che le valvole sono fermate da fasce in modo che la portatilità dello strumento non consenta loro di uscire dallo zoccolo. La base da me utilizzata era una Fivre. Una volta inserita nello zoccolo, all’atto di stringere la fascetta mi sono accorto che il diametro della base era inferiore di quasi due millimetri rispetto alla 83 Sylvania che vi era in precedenza.

L'interno dello strumento: si nota, a destra, lo zoccolo Fivre al posto della 83 e la 5Y3. Lo strumento è stato già rimosso. In basso la roll-chart con i dati delle valvole. Notare i commutatori in wafer: non vanno MAI bagnati con antiossidante, scordatevi quindi ogni tipo di spray, è necessario un apposito prodotto e in forma liquida con dosi minimali e ripetute più volte. Le resistenze e le induttanze del circuito sono di tipo normale, ben diverse dalla dotazione MIL del TV/7.
La pulizia dell’interno è stata molto fastidiosa. Gli hickok soffrono di una ossidazione dell’alluminio molto accentuata, l’interno era stracolmo di polvere bianca depositata che all’atto della rimozione tende ad andare in ogni parte più nascosta, un potenziale attentato al malfunzionamento dei reostati, quello dell’azzeramento rete e quello della regolazione della griglia sono infatti scoperti.

La polvere bianca che aveva invaso l'interno, è l'ossido dell'alluminio di circa 60 anni.
Esteticamente il provavalvole non era gran chè, il frontale era ormai opaco e sporco, il vetrino della rollchart era ingiallito e rotto, perdipiù era stato sostituito con uno non corretto, più corto, e incollato storto. Anche lo strumento era totalmente ingiallito, questo provavalvole ha sicuramente lavorato molto ed è stato accantonato probabilmente aperto ed esposto alla luce per molto tempo.

Il frontale evidenzia il giallo della rollchart. Sotto agli zoccolo le prese per il cap di griglia e placca, verranno sostituite con prese convenzionali ma d'epoca per le banane standard.

Particolare dei comandi: notare a destra il vetrino rotto e ingiallito della rollchart. altro particolare differente dal TV/7, le indicazioni sui commutatori per il posizionamento agli elettrodi.

Particolare del comando di scala dello strumento: i punti rossi sono i fondoscala per l'indicazione in MicroMhos, i valori invece servono per l'utilizzo dello strumento in scala inglese, ovvero Bad?Replace (Rosso|'|Verde).
Ho smontato lo strumento per verificare la presenza di polvere elettromagnetica (assente) e la scala era molto ingiallita, ho deciso quindi di rifarla, Photoshop mi è stato molto d’aiuto, anche nel personalizzarla. La stampa della nuova scala è stata fissata sul retro della placca originale in modo che, rigirandola, fosse ancora possibile usare quella originale. Lo strumento si è rivelato in ottime condizioni e perfettamente efficiente. Questo strumento è di tipo sigillato con guarnizione, tuttavia, gli strumenti hickok presentano frequentemente come difetto la rottura del filamento dell’equipaggio mobile, quando non accompagnato dalla rottura della molla è individuabile solo dopo lo smontaggio e la verifica di continuità . La verifica di ossidazione scongiura un futuro problema anche in tal senso.

La scala originale: il flash ha diminuito molto l'ingiallimento reale, è però visibile come sia oscurata la parte verde della scala. La scala nuova è stata fissata al retro della placchetta.

La nuova scala: stampa laser a colori e un tocco di personalizzazione per renderlo un pochino più accattivante.
Una volta rimontato il tutto, eseguita una pulizia generale dei contatti, una bella affrancata a viti e manopole varie, ho proceduto con la ricalibrazione. non starò ad annoiarvi con una procedura abbondantemente descritta sul web, dirò soltanto che durante il processo ho utilizzato un separatore di rete e uno stabilizzatore di tensione elettronico a ferro saturo, oltre al trasformatore/variac per alimentarlo in tensione americana, è importante infatti che, durante la calibrazione, l’alimentazione sia il più stabile e corretta possibile.
Ho sostituito il cavo di alimentazione, ormai consumato e secco, con un moderno cavo ex computer, ho dovuto anche sostituire il passacavo, l’originale si è sbriciolato mentre muovevo il cavo originale. Come precedentemente accennato, ho sostituito le boccole per la presa di griglia e placca con un paio di misura ‘banana’ ma d’epoca, di provenienza… Radio Elettra! Una parte abbastanza laboriosa è stata la sostituzione del vetrino della rollchart. Ho utilizzato del plexiglass trasparente sottile che è abbastanza delicato da ritagliare senza romperlo, soprattutto nella zona con l’asola per il comando dello scroll. Altrettanto laborioso il lavoro per rifare le linee che segnano i valori sulla rollchart: una volta presa la misura ho praticato due incisioni con un cutter, ho passato un marker nero e ho tolto il nero in eccesso con la benzina Zippo, che non intacca il plexiglass; sono così rimaste le due righe dei riferimenti, purtroppo nere, l’inchiostro del marker rosso si toglieva facilmente anche nell’incisione. Ho infine arricchito il provavalvole di un paio di maniglie cromate uso rack per agevolare lo spostamento dal piano di lavoro. Questo è il risultato finale, due immagini di diversa angolazione, a breve lavorerò al mobile.

Risultato finale dopo pulizia e lucidatura. A destra lo strumento con la nuova scala. Ai lati le maniglie rack. In basso la rollchart è ora ben leggibile. Sotto gli zoccoli le due prese Radio Elettra.

Sempre il frontale, preso da un'altra angolazione.

Commento di fermarchesi | Novembre 24th, 2008
ottimo lavoro .tutto fatto perfettamente,lo strumento con l’aggiunta della firma è molto meglio dell’originale ma la cosa che mi piace di più sono le due maniglie laterali .COMPLIMENTI!!!!!!!!!!!!!!!!
Commento di Il Capo | Novembre 25th, 2008
Ciao Fer, grazie dei complimenti, strumenti come questo meritano sempre un pò di attenzione e cura, il risultato dà sempre molta soddisfazione. Considerata la facilità di utilizzo e il fatto di avere le indicazioni direttamente in umhos, vorrei utilizzarlo per provare le valvole europee a contatti laterali. L’adattatore è già pronto e monta sulla presa octal, devo solo trovare il tempo per tradurre i valori della manopola del bias in volt in modo da avere il valore del voltaggio di griglia, dopo di chè basta avere i dati della valvola e la piedinaura dello zoccolo per testare qualsiasi valvola con zoccolo P.