Restauro del provavalvole HICKOK 600 – Parte 2 – Il mobile
Avevo ancora da parte l’Hickok 600, dal restauro elettrico era ancora sul banco in attesa di essere completato, lo spazio è prezioso era quindi ora di portare a termine il provavalvole…
Quando questo H600 è arrivato ero rimasto un pò deluso dallo stato di conservazione, il o i precedenti proprietari avevano deciso di ricoprire la cassetta con della plastica adesiva finto legno probabilmente per nascondere il rivestimento in tela gommata rossa originale. Inutile dire che il risultato, specialmente dopo anni, era orribile. Decisi di togliere tutto quell’obrobrio e proprio staccando il finto legno mi accorsi che il rivestimento originale era letteralmente marcio, quasi impastato, evidentemente la colla originale si era decomposta e rimanendo soffocata dalla plastica si è in un certo qual modo spappolata. Togliere tutto è stato un lavoro lento e non troppo gradevole. Terminato lo stripping la cassetta si mostrava come il classico lavoro all’antica, le assi giuntate a incroci, stucco nelle imperfezioni, un fondo di masonite da 5mm. Le condizioni non erano delle migliori ma una volta pulito come si deve, pensai, meriterebbe il legno a vista. Quanto mai…
Il legno, una specie di larice con venature a metà tra il castagno e il pino, presentava delle vene alternate della larghezza di circa un dito mignolo ciascuna, una scura e una chiara, quella scura, ovviamente, porosa. Pensavo di poter usare la gommalacca in più mani, non ci fu niente da fare, la vena porosa beveva come una spugna nonostante il turapori, rendendo il risultato finale una schifezza.
Optai allora per il rivestimento. La decisione cadde sulla classica similpelle rugosa tipica delle fonovaligie o degli amplificatori anni ‘50 in colore nero. Sapendo che questo provavalvole soffre il caldo prodotto dal trasformatore e dalle raddrizzatrici, ho pensato di praticare dei fori di aerazione da coprirsi con una griglia. La parte superiore, ai lati del pannello, ho pensato di coprirla, ritenendola più soggetta ad eventuali colpi accidentali.
E’ la prima volta che rivesto un qualcosa, una cassetta, uno strumento. Mi è servito per mettere alla prova me stesso e la mia inventiva in quanto tutto è stato improvvisato, niente è stato annotato su carta. Il risultato è nelle immagini che seguono.
Il bordino è di alluminio anodizzato, di quelli che si trovano nei vari Brico Center, l’ho prima forato e poi ho svasato i fori per incastonamento delle teste delle viti, a raso della superficie di piano. Gli angoli sono fatti con le solite squadrette hobbistiche e proprio in questo caso mi sono accorto che non sono facili da gestire in quanto lo spessore delle guide è troppo largo per fare un lavoro di fino, ne consegue un troppo largo spazio agli angoli. Le uscite di aerazione sul frontale: non le ho messe ai lati perchè lo strumento sarà affiancato da altri. In basso si notano gli angolari in ottone, sono gli originali, solo ben lucidati, anche le viti sono le originali.
Primo piano delle griglie di scarico per il ricircolo dell’aria, la presa di mandata è sul fondo.
Vista del fondo: la presa di mandata è in prossimità delle raddrizzatrici e vicino al trasformatore di alimentazione. Non ho inserito nessuna ventola, il flusso dell’aria è ‘fisiologicamente’ sufficiente.
Nella vista di tre quarti al posteriore si nota l’avvolgicavo originale che in precedenza era fissato al coperchio della cassetta e la giuntura di rinforzo del bordino metallico. Ho dotato il fondo di piedini in gomma, quelli posteriori sono leggermente più alti di quelli anteriori per mantenere una certa inclinazione che favorisce la lettura dello strumento.
Primo piano dello strumento. Si evidenzia una certa squadratura della cassetta che, ormai troppo danneggiata dal trasporto, ho sistemato per quanto possibile senza ulteriori danneggiamenti agli incastri; si nota inoltre il troppo spazio nei tagli a 45° della cornice.
Ad ogni modo, è stata una bella esperienza, ho avuto modo di imparare che:
- La similpelle di qualità si incolla facilmente e le giunture, se fatte con cura, sono quasi invisibili;
- L’uso del Bostik è ideale e ne basta davvero poco; non serve stenderla sulla similpelle e anche sul legno, è sufficiente su uno dei due, tuttavia, il tempo per sistemarla è poco e quindi è buona cosa partire bene, la rapidità della presa consente di tirare la similpelle a dovere e doverla mantenere ferma per poco tempo a tutto vantaggio del risultato finale;
- La masonite di una volta è più resistente di quella odierna;
- Prima di trattare un legno che non si conosce è bene informarsi prima sulle qualità di quel legno, si risparmia tempo e fatica;
Sono sempre a disposizione se qualcuno ha bisogno di informazioni.
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