Rigenerare l’occhio magico esaurito?
..è impossibile, ma non tutto è perduto, ci sono ancora buone possibilità di recuperarlo, e senza troppa spesa..
Il caso tipico è quello degli occhi magici esauriti, all’accensione mostrano solo il velo luminoso aranciato del filamento, qualche volta si intravvede una sfumatura di verde, spesso solo spegnendo la luce della stanza. E’ noto che i fosfori dgli indicatori di sintonia, siano essi europei (EM4, EM34 etc..) o americani (6E5, 6G5, 6U5, etc..) con gli anni e con l’uso perdono di efficienza. Spesso anche solo con gli anni, è sufficiente l’esposizione prolungata alla luce del giorno, magari proprio di fronte a una finestra per neutralizzare l’efficacia di questi piccoli CRT.
Gli occhi magici europei più datati sono inoltre famosi per l’annerimento dello schermo, soprattutto la serie AM, EM1 e i primi EM4. Questo annerimento peggiora ancora di più la visuale di un eventuale residuo di luminosità .
La rigenerazione è impossibile, inutile farsi strane idee, esiste però la possibilità che la valvola si possa ancora utilizzare in modo poi non tanto scarso. In pratica è come se i fosfori non si deteriorassero completamente come sembrerebbe, ma in pratica che essi cambino le proprietà , il risultato è che esiste la possibilità che, elevando l’anodica alle placchette, la valvola torni ad essere funzionale. Per aumentare l’anodica non è necessario un trasformatore aggiuntivo, c’è la possibiltà di poter ottenere la tensione che ci serve direttamente dalla rete, ovvero dalla 240V alternata. Lo scopo finale è di ottenere una tensione continua pari a circa il doppio, già .. ma come fare senza un trasformatore e un raddrizzatore aggiuntivi? Ci viene in aiuto uno schemino che si basa sul lavoro compiuto intorno al 1914 dal fisico Greinacher, quando, per esigenze di laboratorio, necessitava di ottenere in modo economico una tensione di oltre 200V continui avendo a disposizione la rete a 125V. Si tratta in poche e semplici parole di un duplicatore di tensione, nel nostro caso dalla 240V si ottiene più del doppio in continua. Lo schema che ci serve è il seguente:
In pratica dobbiamo alimentare placche e catodo indipendentemente dalle tensioni dello chassis, da esso conserveremo il segnale e l’alimentazione del filamento, i fili di collegamento di anodica e catodo vanno rimossi dallo zoccolo e isolati se si vuole conservare per il futuro la possibiltà di ripristino. La tensione di rete la preleveremo a valle dell’interruttore di accensione (omesso nel disegno) , gli altri componenti possono stare tranquillamente alloggiati nello chassis oppure, isolando per bene, anche ‘aggrappati’ allo zoccolo, opzione che comunque sconsiglio vivamente. FARE MOLTA ATTENZIONE, LE TENSIONI IN GIOCO SONO MOLTO ELEVATE!
Il prodotto di questo circuitino è una tensione di ben oltre 500V, è quindi ovvio che in tali condizioni l’occhio magico non avrà durata eterna, pertanto una buona cosa sarebbe limitare la nuova anodica per ottenere una luminosità accettabile e non un fanale da motocicletta. Ovviamente è un sistema da ‘ultima spiaggia’ per recuperare occhi magici ormai costosi come gli EM34 oppure quasi introvabili come gli EFM11, AM1 etc.., purtroppo non è una soluzione definitiva.
Lo schema funziona, di seguito alcune immagini relative al test su una EM4 presa da una delle solite ceste del mercatino delle pulci. Lo schermo è completamente andato, la valvola risulta annerita completamente, sono risalito alla tensione di filamento misurandone la resistenza. Ecco il test al provavalvole, posizione in ombra, con la mano faccio da schermo, per vedere qualcosa la foto è a 400 DIN; notare l’ago del provavalvole..
La parte verde che si vede è quella più grande, la piccola è quasi del tutto invisibile (sebbene mascherata dal riflesso). La valvola è praticamente inutilizzabile.
Ho usato un autotrasformatore proprio per far notare che lo schema funziona direttamente dalla rete, il comune del trasformatore è il catodo e anche un polo del filamento. Notare l’assenza totale dello schermo e la compattezza del circuitino anche se in questo test è solo un abbozzo.
Ecco come appare l’occhio magico esposto alla luce ambientale, sempre senza schermatura, immagine a 200DIN. E’ evidente che ora la luminosità della valvola è ‘utilizzabile’..
Stessa immagine di prima, solo più ravvicinata, si nota bene l’annerimento dello schermo, anche in questa immagine la valvola è esposta alla luce ambientale del laboratorio..
Altra immagine ravvicinata, stavolta con la mano ho fatto leggermente ombra per simulare l’inserimento in una radio (si nota l’ombra della mano sullo sfondo).
Ovviamente non ho collegato il segnale ma ciò non influisce sulla luminosità e nemmeno varia la funzionalità della valvola. Ci terrei a ricordare che si tratta solo di un rimedio ‘palliativo’ la cui durata dipende dalla tensione applicata, non voglio creare illusioni, anche se sarei pronto a scommettere che dopo aver letto questo articolo andrete a ravanare nella scatola delle valvole morte.. :)
ATTENZIONE, QUESTO CIRCUITO HA TENSIONI IN GIOCO MOLTO ELEVATE, ISOLARE CON CURA LE PARTI SCOPERTE E MANEGGIARE SOLO DOPO AVER TOLTO LA TENSIONE
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Commento di radioavalvole.it | Luglio 24th, 2009
Buongiorno, tralasciando i meritati complimenti per l’ottimo sito, vorrei portare la mia esperienza a riguardo della rigenerazione degli occhi magici.
Non ho potuto realizzare molte prove fino ad oggi, ma in un paio di casi la classica rigenerazione catodica attuata con un rigeneratore di cinescopi autocostruito, ha portato un buon risultato, addirittura migliore di quello ottenuto sovralimentando le placche.
I migliori risultati al momento li ho ottenuti nella rigenerazione delle EM84, ma come ripeto, non ho potuto provare molti tubi fino ad oggi.
Federico.
Commento di Il Capo | Agosto 6th, 2009
Intanto grazie per i complimenti, faccio il possibile, tempo permettendo.
Restando in argomento, la rigenerazione catodica da me sperimentata ha effettivamente dato i propri frutti, tuttavia l’effetto è stato di breve durata, la sovralimentazione delle placche, invece, ha avuto un effetto più stabile seppur non sempre positivo come risultato. A riprova del fatto che, in linea teorica, la rigenerazione dei tubi in generale non è effettuabile con successi apprezzabili al punto da ritenerla una tecnica affidabile. Diverso è invece il discorso di una rigenerazione mirata a eliminare quello che invece è chiamato avvelenamento del catodo ma tale prassi ha un concetto ben diverso in quanto non necessariamente applicata a tubi esauriti. In effetti, sarebbe bene distinguere tra tubi ‘inefficienti’ da tubi ‘esauriti’ perchè non necessariamente una condizione dipende dall’altra. Per quanto posso pensare, il migliore risultato ottenuto con le EM84 è dovuto a una migliore qualità ‘fisiologica’ dei tubi, è noto infatti che la serie EM8x e la EM7x sono molto resistenti all’effetto dell’esposizione alla luce che non le 6E5 e affini.
Comunque bella l’idea di un rigeneratore autocostruito, se vuoi postare la tua esperienza dimmelo che ti abilito come Autore.