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Provavalvole UNA GB24A (Unaohm Pontremoli)

Dopo un restauro impegnativo torna in funzione uno dei migliori provavalvole italiani, il GB24A, incompresa via di mezzo tra un Hickok e un AVO.

Questo provavalvole è uno di quei trofei del mercatino di Marzaglia che ti porti a casa nella speranza di usarlo come ricambi per un oggetto migliore. Poi un giorno, non sopraggiungendo niente di simile, devi decidere se tenerlo e sistemarlo oppure definitivamente liberartene. Ho optato per la prima ipotesi e, avendo di recente rinnovato e snellito il mio parco provavalvole, a distanza di qualche mese sono contento di aver preso quella decisione.

Era in condizioni pessime, marrone di unto o grasso di officina, il bellissimo strumento in bachelite distrutto, nessun cavo di alimentazione, gli zoccoli ossidati, gli switch per metà bloccati, i gusci trasparenti che contenevano gli indicatori della tensione negativa di griglia e della intensità di corrente di placca erano irrecuperabili . Una volta aperto non era poi così male, unica cosa visibilmente stanca di essere al mondo era la resistenza di potenza che compone il partitore di tensione del regolatore tensione di rete o azzeramento linea, per il resto era in ottime condizioni.

Una volta sistemato il partitore di rete (modificato per accettare 240V invece dei 220V) e verificate le tensioni erogate dal trasformatore, ho provveduto a sostituire lo strumento. Fortuna ha voluto che 2 dei 4 perni di fissaggio dello strumento fossero coincidenti con i vecchi così che me la sono cavata con solo due buchi da rifare. Ho utilizzato uno strumento in classe 1.5 e ho rifatto la scala con photoshop, le dimensioni, rispetto all’originale, sono fortunatamente simili sì che la correzzione è stata minima ma comunque nel rispetto delle proporzioni per mantenere corretta l’indicazione dello strumento. I selettori li ho sbloccati con il WD40 e poi “lavati” con antiossidante secco, infine ho garantito i contatti con Deoxit. Prima di procedere con la sistemazione dell’esterno ho testato lo strumento e la prova ha dato esito positivo, ora che funzionava perfettamente potevo dedicarmi a sistemare non solo l’estetica, ma anche la funzionalità, considerato che i due indicatori in pessimo stato erano di una costruzione particolare. Giusto il tempo di pensare al da farsi che come ho iniziato a smontare le manopole ho visto che sarebbero durate poco.. l’inizio non era rassicurante..

Ho cominciato con la pulizia degli zoccoli e di tutto il lamierato dello strumento, ovviamente dopo aver smontato il smontable. I famelici indicatori erano così composti: una cupola di plastica trasparente protegge la scala e include l’ago indicatore, la manopola è esterna. La cupola era in tenuta in sede da una cornicetta circolare (irrecuperabile) fissata da 4 viti. Ho così proceduto: ho tagliato gli indici dal loro supporto sul perno asse, ho creato una scanalatura nella manopola dove li ho incollati, esattamente alla riga bianca. Ho mantenuto la scala originale ma non era adeguata per un uso ‘a vista’, così ho pensato di proteggerla con il plexiglass, con il risultato che vedete nelle foto. Non è un gran lavoro, il plexiglass tende a screpolarsi in prossimità dei fori delle viti di fissaggio con il variare della temperatura ambientale ma al momento non ho di meglio da usare. Le immagini che vedete mostrano i selettori con le manopoline originali, allo stato attuale sono tutte sostituite perchè si sono autodistrutte dopo breve utilizzo.

Il GB24A è un provavalvole a conduttanza mutua con strumento a doppio range. E’ in grado di verificare l’efficienza della valvola anche con il metodo della scala inglese (rosso-?-verde) e utilizza tensioni di placca e griglie vicine se non identiche a quelle di lavoro, rendendo il risultato molto attendibile. Non solo. il fatto di poter variare singolarmente le tensioni applicate e di poter agevolmente determinare le posizioni degli switch, consente di poter testare praticamente ogni tipo di valvola per la quale siamo in possesso del data sheet, questa caratteristica è forse il maggiore pregio di questo strumento. Proprio per le qualità di cui sopra questo strumento si colloca esteticamente e come metodica ai classici Hickok, la versatilità, invece, lo avvicina al ben più blasonato AVO CT160 che, ovviamente, ha ben altre qualità ad elevarne la quotazione. Il GB24A è dotato di protezione interna con due relais che salvano lo strumento in extremis, comunque per tempo.

Riassumendo, i test che si possono condurre sono:

  • Cortocircuito
  • Filamento
  • Vuoto
  • Efficienza (scala rosso/verde)
  • Conduttanza mutua

Personalmente lo ritengo uno strumento di classe superiore, merita di essere cercato e pagato per quello che vale, non è il solito provavalvole, è uno strumento professionale in grado di offrire molto all’utilizzatore, sebbene privo dei più vecchi e strani zoccoli europei, consente, con la costruzione di un adattatore, di testare praticamente ogni valvola, pregio che compensa anche un elevato prezzo di acquisto.

Il nuovo strumento in funzione durante il line test. Notare la seconda scala, fino a ben 10K uMhos..

Notare la quantità e i valori di tensione di filamento disponibili, da questi particolari si denota la qualità professionale offerta.

Le tensioni di placca disponibili, i 250V sono solo a disposizione di apparecchi di precisione; le tensioni con la barra sono quelle per valvole multiple.

Anche per la griglia schermo è ovviamente disponibile la tensione di 250V.

Negativa di griglia: ben -50V (-55V a fondo scala). Questo controllo è uno dei due in origine protetti da plexiglass trasparente.

Corrente di placca: la si imposta in funzione del data sheet; questo è l’altro controllo che era sotto protezione trasparente.

Gli zoccoli a disposizione: è possibile testare anche le più recenti “pencil” con reofori a filo.

PAnoramica dei selettori e della tastiera per i vari controlli, notare la doppia dicitura in italiano e in inglese.

Il selettore principale (con manopola non originale) e la regolazione tensione di rete. Notare, a sinistra, la diversa scrittura per il test di conduttanza mutua, UMHO in inglese e MHO per l’italiano per il medesimo test.


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Marzo 26th, 2010 Posted by Il Capo | Laboratorio | no comments

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