RADIOSERVICING BLOG

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Occhio Magico… meccanico!

L’occhio magico meccanico è la variante elettromeccanica del famoso indicatore di sintonia, apriamone uno!

Sull’utilità dell’indicatore di sintonia ci sarebbe da aprire una discussione o quantomeno un sondaggio, completamente inutile per qualcuno, indispensabile per altri, fatto sta che negli anni ‘30-’40 era quasi impensabile produrre un ricevitore senza, e negli anni ‘50 forse si è insistito a produrre le radio con l’occhio magico più per inerzia di mercato che per vera necessità. Il suo funzionamento, correlato con l’introduzione del sistema di controllo automatico di volume, è praticamente chiaro a tutti o, quantomeno, ormai sviscerato in tutte le salse, meno chiaro resta ancora il motivo per cui in passato qualcuno si è trovato a dover scegliere tra gli elettromeccanici e la valvola vera e propria.

A regime di produzione, la valvola era praticamente diventato uno standard, più per economia di produzione che per altri motivi, l’entrata in produzione della 6E5 ha aperto la strada della popolarità dell’occhio magico. Tuttavia, prima che ciò accadesse, l’indicatore di sintonia più utilizzato era a proiezione d’ombra, ovvero una sorta di galvanometro in miniatura che spostava una lamella parzializzando la luce proiettata da una lampadina. I sistemi di collegamento erano tuttavia diversi, se la valvola viene collegata al bus AVC, l’indicatore meccanico veniva collegato in serie all’anodica di MF.

Secondo alcuni la valvola era costruttivamente più affidabile, il sistema elettromeccanico era delicato dal punto di vista elettrico (normalmente un avvolgimento sottilissimo di circa 1000 ohm), tendeva spesso a bloccarsi per via della facilità con cui il campo elettrico attirava la polvere e in caso di guasto dell’avvolgimento veniva pregiudicato il funzionamento della radio (veniva a mancare l’anodica alla valvola MF). La valvola, la contrario offriva molte ore di funzionamento indisturbato e il suo degenerare non influiva sul funzionamento del ricevitore, quindi, anche un eventuale sovrapprezzo sarebbe stato ripagato con l’affidabilità (qualità apprezzata dalla clientela di allora molto più che nella società consumistica di oggi).

Ne ho trovato un paio, uno molto particolare, le caratteristiche costruttive richiamano la scuola francese. Funziona senza retroilluminazione e “disegna” una croce di Malta in stile EM1-AM1. Ha una resistenza interna molto bassa, di appena 21ohm. Non ho idea della radio o dell’apparato che lo montava, tuttavia, una volta applicato su un telaio che girovagava in laboratorio, ha dimostrato di funzionare egregiamente.

IL dispositivo in funzione a piena apertura. Non vi è retroilluminazione, la parte sottostante è una croce di Malta verniciata di bianco.

Il dispositivo è inclusivo della cornice esterna di montaggio che agisce da flangia di fissaggio, nichelata, che è la parte più pesante, tutto il resto del marchingegno è leggerissimo.

Il dispositivo una volta aperto svitando due microviti laterali.

Interessante il fissaggio dei cavi al posteriore, quasi un sistema per lo smontagigo rapido, sistema peraltro smentito dalla flangia, in verità penso sia un modo per non agire col saldatore in una parte delicata.

Nella parte posteriore è scritta la resistenza interna, il valore è preciso.

All’interno troviamo i due poli di una elettrocalamita che una volta eccitata mira a raddrizzare una placchetta di metallo e contrastata da una molla. Sullo stesso asse, è installata la vera e propria croce di Malta verniciata di bianco che traspare dal dischetto frontale opportunamente forato.

Da sinistra, si distingue il disco forato, la croce di Malta, la molla di contrasto, la placchetta di metallo che oscilla tra i poli della elettrocalamita.

Nelle immagini che seguono, un modello di ridotte dimensioni e di costruzione economica completamente in bachelite, anch’esso comprensivo di cornice di fissaggio ma privo di flangia, probabilmente il montaggio avveniva a pressione. Come si vede dalle immagini, la costruzione è pressochè identica.

Versione tutta in bachelite, il fissaggio era con molla esterna a pressione, sono visibili le scanalature dietro la cornice.

Evidente la similitudine con la versione descritta precedentemente.

Anche qui viene indicata la resistenza interna, in questo caso è indicato anche il polo positivo (a sin.).

La visione d'insieme dell'interno mostra la semplicità del movimento.

Primo piano posteriore della croce di Malta. E' verniciato solo il frontale.


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Marzo 27th, 2010 Posted by Il Capo | Varie | no comments

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