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Quasi quasi mi faccio il Balilla CGE – step 3

Wiring dello stadio di alimentazione e dei filamenti.

Altro passettino nella costruzione della Balilla CGE replica. Dopo aver installato le parti principali in termini di dimensioni, incomincio col mettere mano al circuito, ovviamente si parte dallo stadio di alimentazione.

Prima di tutto ho collegato il primario, il cavo di alimentazione è collegato direttamente a un capo del trasformatore e all’interruttore posto alla manopola del volume. A monte del volume, come da schema, il condensatore di 5nF, un MKT da 600V. Qualora non l’avessi precisato prima, ho deciso di utilizzare resistenze e condensatori moderni, non solo per la loro affidabilità, ma anche perchè in questo caso non mi interessa che l’aspetto estetico sia identico all’originale ma solo una riedizione in chiave moderna del noto ricevitore.

Ho isolato con guaina in gomma nera sormontata dal termorestringente industriale giallo i primari del trasformatore inferiori al 220V, li ho ripiegati e posti di fianco al percorso del cavo di alimentazione.

Filamento e placche della raddrizzatrice li ho collegati direttamente allo zoccolo della valvola, ricordo che i fili sono di rame smaltato e prima della saldatura è necessario passarli con una lametta o una forbice per levare lo smalto altrimenti durante la saldatura viene fuori un pastrocchio che non solo non è bello a vedersi ma elettricamente e meccanicamente è inefficace. Ho legato i cavi con delle moderne fascette sottili, in un primo momento avevo pensato di legarli a spago alla vecchia maniera, poi ho cambiato idea..

Per le connessioni ho usato del cavo sterlingato. L’alimentazione dei filamenti è intrecciata per limitare il ronzìo.
I fili provenienti dal trasformatore li ho saldati alla basetta vicino all’interruttore e da li sono partito in direzione della valvole (giallo) e della lampadina della scala. Nel trasformatore originale era previsto un secondario per la lampadina, questo ne è sprovvisto, pertanto ho collegato in parallelo ai filamenti una lampadina di adeguato amperaggio, sempre con cavo sterlingato ma bianco. Ho preferito parallelare il filamento della lampadina anche qui intrecciando il filo, evitando di usare un solo filo e massa come nell’originale, sempre per limitare il ronzio.

Una volta cablato il tutto ho inserito le valvole e ho dato tensione. Le valvole si sono accese e così anche la lampadina della scala. Il rumore di vibrazione (meccanica) dalla rete è praticamente assente, segno della bontà del cablaggio, sebbene questo ronzìo tenda ad aumentare a pieno carico per il momento non c’è male, considerando che il maggior assorbimento è già cablato. Ho effettuato la verifica delle tensioni, a carico i filamenti sono a circa 6.7V, voltaggio decisamente elevato, lo stesso aumento, in percentuale, si verifica anche sulle placche della raddrizzatrice; ciò è dovuto al fatto che il primario è dimensionato per 220V mentre, al momento della prova, la rete erogava ben 235V. A fronte di ciò si rivelerà necessario intervenire per far abbassare le tensioni per non stressare le valvole e il resto del circuito. Un abbassamento del 10% sarà l’ideale, soprattutto per i filamenti, meno per l’anodica della valvola in alta frequenza e più avanti spiegherò come verrà modificata rispetto all’originale e il motivo di tale modifica.

 

 


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Maggio 19th, 2008 Posted by Il Capo | Radiobalilla | 2 comments

2 Responses to “Quasi quasi mi faccio il Balilla CGE – step 3”

  1. Buongiorno, vorrei farti i meritati complimenti per l’ottimo lavoro che stai svolgendo nel riprodurre una Radio Balilla CGE. Anche io vorrei intraprendere una riproduzione di questo tipo, e man mano sto mettendo da parte dei componenti per la realizzazione.
    Per avere delle foto dettagliate delle CGE (originale) vai al sito sul web:
    http://www.radiorurale.it/album/index.php?cat=4
    A che punto è il lavoro? Fammi sapere perchè anche io sono interessato ad questa nuova esperienza.

    Guido.

  2. Grazie per i complimenti innanzitutto; il lavoro non è difficile, a patto di non pretendere una riproduzione nei minimi particolari, cosa ben lungi dal mio intento. L’obiettivo è quello di eseguire una copia di discreta decenza con il materiale in giacenza. Conosco il sito, tuttavia, misure etc. le ho potute prendere da un originale fornitomi da un amico collezionista. Il lavoro è proceduto di qualcosina, nel particolare lo stadio di filtro anodica con condensatori rifatti. Appena avrò tempo farò un articolo anche per questo step. Se ti può interessare ho dei telai repro come quello in foto.

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